La casa mangia le parole di Leonardo G. Luccone

lacasamangialeparoleLa casa mangia le parole di Leonardo G. Luccone, Ponte alle Grazie editore pag: 528. Una copertina bellissima.

Sullo sfondo di una Roma decadente, una città alla deriva che non si rende conto di essere al tramonto, si sviluppa la storia di una famiglia al collasso che si maschera dietro una patina di buone maniere, di benevolenza, di modi educati e borghesi che nascondono l’incapacità di comunicare. La dislessia del figlio Emanuele è l’artificio utilizato dall’autore per indagare uno dei mali del mondo, il non saper leggere quello che ci accade intorno. I problemi di coppia si manifestano quando Emanuele si trasferisce a Londra per frequentare il liceo. I De Stefano, incapaci di riempire il vuoto lasciato dal figlio,  ne sono risucchiati. Intorpiditi dalla fretta e dalla routine quotidiana, non affrontano i problemi, non si dicono nulla di importante, fanno finta di niente e vanno avanti, in altre parole non comunicano. Non può funzionare.

Luccone esamina sapientemente la crisi della struttura sociale e familiare, la difficoltà di mantenere vivi i rapporti, l’incapacità di dire le cose come stanno, di affrontare e risolvere i problemi e le insoddisfazioni. E ancora, la scarsa attenzione per l’ambiente con il prevalere degli egoismi individuali e il dilagare del conformismo che mina l’identità personale e politica degli individui. Il non detto può essere determinante, talvolta vitale.

Un bellissimo romanzo, da leggere e poi consigliare.

 

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